NOTIZIE DAL SUD AMERICA
Zélia Gattai Amado e l’emigrazione italiana in Brasile: il 19 febbraio all’Istituto Guimarães Rosa la presentazione del volume di Antonella Rita Roscilli
In occasione della Giornata dell’Emigrante Italiano in Brasile, promosso dall’Instituto Guimarães Rosa Roma, dall’Ambasciata del Brasile in Italia e dall’Associazione di Amicizia Italia-Brasile, si terrà giovedì 19 febbraio 2026 alle ore 17.00, presso la sede dell’Instituto Guimarães Rosa (Piazza Navona 18), la presentazione del libro Zélia Gattai Amado e l’emigrazione italiana in Brasile di Antonella Rita Roscilli (Cosmo Iannone Editore).
Il volume accompagna il lettore in un viaggio attraverso la Grande emigrazione italiana verso il Brasile tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, ricostruendo i contesti sociali e politici che segnarono partenze e approdi oltreoceano. Attraverso documenti e testimonianze originali, l’opera restituisce speranze, sogni e difficoltà vissute da migliaia di emigranti, portando alla luce dati poco conosciuti, vicende emblematiche e figure oggi dimenticate.Il libro ricostruisce inoltre, per la prima volta in modo completo, la vita di Zélia Gattai Amado, protagonista della cultura brasiliana del Novecento e moglie dello scrittore Jorge Amado, offrendo un’importante chiave di lettura del dialogo storico e culturale tra Italia e Brasile.
All’incontro interverranno: Renato Mosca, Ambasciatore del Brasile in Italia; Fabio Porta, Deputato e Presidente dell’Associazione di Amicizia Italia-Brasile; Giorgio De Marchis, Ordinario di Letteratura portoghese e brasiliana (Università degli Studi Roma Tre); Norberto Lombardi, Direttore delle collane “Quaderni sulle migrazioni”, “Reti” e “I Memoriali” (Cosmo Iannone Editore); Antonella Rita Roscilli, ricercatrice, brasilianista e autrice del volume. Modera l’incontro Iara Bartira da Silva, Segretario generale dell’Associazione di Amicizia Italia-Brasile.

ON. FABIO PORTA
CAMERA DEI DEPUTATI
Ufficio: Palazzo Valdina
Piazza Campo Marzio, 42 – 00186 Roma
Tel. 06 6760 5936
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Porta : “Salvaguardie Ue‑Mercosur, un’opportunità per l’agricoltura italiana e per le nostre comunità in Sud America”
(Roma, 11 feb. 2026) – «Le clausole di salvaguardia agricole approvate dal Parlamento europeo rappresentano un passaggio fondamentale per trasformare l’accordo Ue‑Mercosur in una grande opportunità per l’agricoltura italiana, e non in una minaccia.»
Lo ha dichiarato l’On. Fabio Porta (PD, Ripartizione America Meridionale) commentando l’approvazione delle clausole di salvaguardia agricole collegate all’accordo Ue-Mercosur.
«Questo meccanismo – ha precisato l’on. Porta – permette di intervenire rapidamente, sospendendo le preferenze tariffarie sui prodotti sensibili quando l’aumento delle importazioni o il calo dei prezzi rischiano di danneggiare i nostri agricoltori: è una garanzia concreta per settori come carne bovina, pollame, uova, agrumi e zucchero, e per i territori che vivono di agricoltura. Allo stesso tempo, un’apertura regolata ai mercati dell’America Latina rafforza le possibilità di export per le nostre imprese e valorizza le eccellenze agro‑alimentari italiane, dalle Indicazioni Geografiche alle filiere di qualità. Per le comunità italiane in Sud America, infine, questo accordo significa più scambi, più opportunità economiche e culturali e un legame ancora più stretto tra i due lati dell’Atlantico.»
«Per queste ragioni – ha concluso Fabio Porta – considero questo provvedimento un passo avanti importante: tutela i nostri agricoltori, rafforza il ruolo dell’Italia nei rapporti con l’America Latina e valorizza il contributo delle nostre comunità italiane all’estero.»
ON. FABIO PORTA
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Fabio Porta : “Sostegno all’Ucraina, ai rifugiati e alla libertà di informazione. L’Italia scelga senza ambiguità da che parte stare”
(Roma, 9 feb. 2026) – «Con il mio intervento in Aula sulla conversione in legge del decreto Ucraina ho voluto ribadire una posizione chiara: l’Italia deve stare senza esitazioni dalla parte dell’aggredito, del diritto internazionale e dell’Europa, non della legge del più forte», dichiara l’onorevole Fabio Porta.
«Il decreto che abbiamo discusso – prosegue – tiene insieme tre piani che per me sono inscindibili: la proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi e materiali militari a carattere difensivo all’Ucraina, la tutela dei rifugiati ucraini in Italia tramite il rinnovo dei permessi di soggiorno per protezione speciale, e il rafforzamento delle garanzie per i giornalisti freelance che operano nei teatri di guerra. È un provvedimento che parla di sicurezza, di diritti e di democrazia allo stesso tempo.»
Porta sottolinea come il sostegno a Kiev non sia una scelta “militarista”, ma la risposta necessaria a una guerra di aggressione che minaccia la sicurezza europea e l’ordine internazionale: «La Russia ha riportato la guerra nel cuore dell’Europa e mira a far passare come normale ciò che normale non è: la modifica dei confini con le armi, la cancellazione della sovranità di un popolo, il ricatto energetico e militare. Aiutare l’Ucraina a difendersi significa difendere anche la nostra sicurezza e la credibilità dell’Europa.»
Al tempo stesso, il deputato del Partito Democratico richiama la dimensione umanitaria del decreto: «La proroga dei permessi di soggiorno per i cittadini ucraini fino al 4 marzo 2027 è un atto di civiltà e coerenza. Parliamo di famiglie, donne, bambini che hanno trovato in Italia un rifugio sicuro. Offrire loro stabilità e diritti non è una concessione, ma un dovere morale e giuridico, in linea con le decisioni europee e con la nostra Costituzione.»
Un passaggio centrale dell’intervento è stato anche quello dedicato alla libertà di stampa: «Le norme a tutela dei giornalisti freelance inviati in aree di conflitto – formazione sulla sicurezza e copertura assicurativa a carico degli editori, con un sostegno pubblico iniziale – rappresentano un passo avanti importante. Senza il lavoro di questi cronisti, spesso precari e poco tutelati, non avremmo immagini e testimonianze fondamentali su ciò che accade in Ucraina e negli altri scenari di crisi. Proteggere chi informa significa difendere il diritto dei cittadini alla verità.»
Porta non risparmia critiche alla linea del Governo: «Da tempo denunciamo le ambiguità della maggioranza: da un lato, in Aula, si riconosce la necessità di sostenere l’Ucraina; dall’altro, si tollerano o si alimentano posizioni filoputiniane, si strizza l’occhio a chi attacca l’Unione europea, si inseguono rapporti personali che indeboliscono il ruolo comune dell’Europa. Così si compromette la credibilità internazionale dell’Italia. Servono meno oscillazioni e più coerenza europeista.»
«Il Partito Democratico – conclude Fabio Porta – ha scelto una linea limpida: sostegno all’Ucraina, accoglienza dei rifugiati, difesa della libertà di informazione, dentro un quadro europeo e multilaterale forte. Il decreto che abbiamo sostenuto va in questa direzione. Di fronte al ritorno della guerra nel nostro continente, non possiamo permetterci zone grigie: è il momento di dire con chiarezza da che parte sta l’Italia.»

ON. FABIO PORTA
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Italia–Brasile: Porta interroga il Governo sui ritardi nelle conversioni delle patenti
(Comunicato – Roma, 3 febbraio 2026) – L’on. Fabio Porta, eletto nella Ripartizione America Meridionale, ha presentato un’interrogazione al Ministro dei Trasporti per chiedere chiarimenti sui ritardi nelle procedure di conversione delle patenti di guida brasiliane in Italia.
Nonostante il rinnovo dell’Accordo Italia–Brasile sul reciproco riconoscimento delle patenti sia entrato in vigore il 28 aprile 2025, dopo la sospensione dei suoi effetti dal 13 gennaio 2023 e oltre due anni di vuoto normativo, persistono ritardi inaccettabili e gravi disparità territoriali nella gestione delle domande, con conseguenze concrete sulla vita quotidiana, sull’accesso al lavoro e sul diritto alla mobilità.
«Continuano ad arrivarmi segnalazioni di cittadini che denunciano ritardi incomprensibili – precisa Porta. Non è accettabile che un accordo internazionale già operativo resti di fatto lettera morta a causa di inefficienze amministrative. Servono tempi certi, trasparenza e pari trattamento su tutto il territorio nazionale», ha dichiarato il deputato dem a margine della presentazione dell’interrogazione.
ON. FABIO PORTA
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FABIO PORTA. REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA: IL DOVERE DI VOTARE “NO”
In Italia è in atto un tentativo di smantellamento graduale dello Stato di diritto così come era stato voluto dai nostri padri costituenti che all’indomani del fascismo riuscirono a redigere una bellissima Costituzione che seppe coniugare i valori del cattolicesimo democratico con quelli del liberalismo e del socialismo.
L’offensiva del governo si basa su tre grandi riforme che indeboliscono in maniera diretta alcuni princìpi fondamentali della nostra convivenza democratica: il cosiddetto premierato, con una sostanziale delegittimazione del Presidente della Repubblica ed una forte concentrazione di poteri sul Primo Ministro; l’autonomia differenziata, che mina alla base garanzie sociali e livelli minimi comuni di servizi tra cittadini di regioni diverse e – infine – la riforma della giustizia che dietro allo slogan della separazione delle carriere tra accusa e difesa e il miglioramento del sistema è in realtà un attacco all’autonomia dei magistrati da parte del potere politico.
Gli italiani all’estero sanno bene cosa vuole dire assistere inerti allo smantellamento dei loro diritti; sì, perché anche la nuova legge della cittadinanza voluta dal governo che sostanzialmente cancella il diritto di trasmissione ‘ius sanguinis’ che fino ad oggi reggeva il nostro ordinamento e contribuiva a rendere solido il nostro legame con le collettività italiane nel mondo è stata approvata con il ricorso ingiustificato alla decretazione d’urgenza e quindi impedendo al Parlamento e alla società civile di confrontarsi e discutere su un tema tanto importante.
Ma torniamo alla riforma della giustizia e al referendum con il quale tutti gli italiani, in Italia e all’estero, saranno chiamati ad esprimere il loro consenso o la loro contrarietà alla legge approvata dal Parlamento a maggioranza semplice e per questo motivo sottoposta agli elettori; un referendum, vale la pena ricordarlo, per il quale non sarà necessario il “quorum” del 50% di partecipazione per la sua validità, non trattandosi di una richiesta di abrogazione di una legge ma della necessità di confermare o meno una riforma costituzionale.
Non sono un giurista e non ho la pretesa di entrare nei dettagli dell’attuale assetto della giustizia e del dibattito tra esperti e costituzionalisti sull’oggetto della riforma voluta dal governo. Ho però chiare tre cose e mi sembra giusto condividerle con chi avrà la pazienza di leggere queste poche righe che seguono:
1) Questa legge non è sulla “separazione delle carriere” tra pubblico ministero e giudici: la riforma Cartabia del 2021 ha già reso nei fatti una rarissima eccezione il passaggio da una
carriera ad un’altra (opzione esercitata da soli 30 magistrati su 30mila);
2) Questa legge non migliora l’efficienza della giustizia (per ammissione dello stesso governo) ma indebolisce l’autonomia dei magistrati e li sottomette ad un controllo maggiore del potere politico. Il vero attacco è al Consiglio Superiore della Magistratura, che verrà eletto per un terzo dal Parlamento e per due terzi da membri scelti per sorteggio (caso unico al mondo) che finiranno per essere soggetti all’influenza dei nominati dalla maggioranza di governo;
3) La vittoria al referendum serve quindi soltanto a legittimare l’azione progressiva e decisa del governo Meloni contro l’equilibrio dei poteri e lo Stato di diritto, utilizzando in maniera pretestuosa il tema dell’efficienza della giustizia (che avrebbe bisogno di più risorse e di tempi certi per i processi e non di un maggiore controllo del potere giudiziario da parte dell’esecutivo).
Un autorevole politico socialista della cosiddetta “Prima Repubblica”, Rino Formica, che in passato ha condotto importanti battaglie politiche per la “giustizia giusta” e la riforma della stessa, ha colto bene il dato politico che sta alla base di questo referendum e lo cito volentieri a conclusione di questo mio commento: “Qui non è in gioco la carriera dei magistrati, né se saranno o no autonomi in uno stato libero e democratico. Nella decadenza democratica, unite o divise, le carriere dei magistrati saranno alle dipendenze di un potere autoritario. Dunque oggi votare contro qualsiasi riforma proposta dalle forze che hanno un’intenzione demolitrice della Carta è un dovere”.
ON. FABIO PORTA
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Fabio Porta – L’eredità di Domenico De Masi: a Roma la presentazione di “Conversas sobre o futuro” promossa dall’Associazione di Amicizia Italia–Brasile e dall’Istituto Guimarães Rosa
Lunedì 2 febbraio 2026, alle ore 17.00, presso l’Istituto Guimarães Rosa (piazza Navona 18), si terrà la presentazione di “Conversas sobre o futuro”, edizione brasiliana del volume “Conversazioni sul futuro”, pubblicato in Italia da PaperFirst.
Le “Conversazioni sul Futuro” sono il frutto di una serie di incontri tra Domenico De Masi e il giornalista Giulio Gambino, svoltisi tra dicembre 2021 e maggio 2023 nella casa romana del grande sociologo italiano: un dialogo informale ma serrato, rievocativo e introspettivo, tra due generazioni divise da mezzo secolo, nel quale il professor De Masi ripercorre la propria vita, la formazione e le esperienze personali che hanno plasmato il suo pensiero.
In una preziosa rivisitazione della sua carriera, De Masi affronta con lucidità alcuni tra gli argomenti più divisivi del nostro tempo, offrendo chiavi di lettura ai problemi esistenziali dell’uomo nell’età post-industriale, con particolare attenzione alle trasformazioni del lavoro e della società.
All’incontro, aperto dai saluti iniziali dell’Ambasciatore del Brasile a Roma, Renato Mosca, e dell’On. Fabio Porta, discuteranno del libro Giulio Gambino, Massimo Canevacci e Roberto Panzarani.

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Giorno della Memoria: dichiarazione dell’On. Fabio Porta:
“In questa giornata, in cui l’Italia e il mondo ricordano la Shoah, le leggi razziali e la persecuzione degli ebrei e di tutti i deportati nei campi di sterminio, mi rivolgo in modo speciale alle comunità italiane del Sud America, parte essenziale della nostra storia nazionale.
Il Giorno della Memoria non è una cerimonia formale, ma un impegno: dire ‘mai più’ all’odio, al razzismo, all’antisemitismo, a ogni ideologia che neghi la dignità umana. Come deputato eletto nella Circoscrizione Estero – Ripartizione America Meridionale, so che le nostre comunità in Argentina, Brasile, Uruguay, Cile, Venezuela e in tutto il continente latinoamericano conoscono bene, per esperienza storica, il valore della libertà, della democrazia e dei diritti umani.
Alle nuove generazioni di italo-discendenti voglio dire che la memoria è scelta di presente: significa rifiutare ogni discorso d’odio, rispettare le minoranze, difendere chi è più fragile. In questo 27 gennaio, invito tutte le nostre comunità a promuovere momenti di riflessione e testimonianza: far vivere la memoria della Shoah, anche lontano dall’Europa, vuol dire contribuire a un mondo più giusto e più umano, per gli italiani in patria e per gli italiani nel mondo.”
ON. FABIO PORTA (Eletto nella Circoscrizione estera – Ripartizione Sud America)
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1946-2026: OTTANTA ANNI DI REPUBBLICA ITALIANA
Un anniversario importante, al centro del discorso di fine anno del Presidente Mattarella
Le celebrazioni per gli ottanta anni della liberazione dal nazi-fascismo si sono appena concluse e proseguiranno con un ideale collegamento storico e valoriale con quelle per la proclamazione della Repubblica a seguito del referendum del 2 giugno del 1946.
Se gli 85 anni di monarchia, quelli succeduti all’unità d’Italia, furono drammaticamente attraversati da ben due conflitti mondiali (con il carico di morti e distruzione che la guerra ha comportato) gli ottanta anni repubblicani hanno coinciso con il più lungo periodo di pace che l’Italia abbia mai avuto e che tutti noi speriamo possa ancora proseguire nonostante le nubi sempre più minacciose che si addensano sul pianeta.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto dedicare a questo anniversario e al ricordo delle otto decadi di vita della Repubblica il suo tradizionale discorso di fine anno, ripercorrendo alcune delle tappe più significative della nostra storia: dalla firma dei Trattati di Roma nel 1957 (forse il documento più importante della storia dell’Unione Europea) agli anni di piombo segnati dalle stragi e dal terrorismo, dalle grandi conquiste sportive alla lotta alla mafia culminata con l’assassinio dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Il Presidente ha ricordato che la storia della Repubblica italiana è una storia di successo, sottolineando come nel corso dei decenni l’Italia sia passata dalla povertà del dopo-guerra alla prosperità di un Paese «di rilievo sulla scena internazionale». Non ha mancato di citare alcuni problemi attuali, in particolare «povertà, diseguaglianze, ingiustizie, corruzione, infedeltà fiscale, reati ambientali». Pur non sottovalutando le difficoltà e le criticità del momento attuale ha cercato comunque di trasmettere un messaggio di ottimismo, dicendo che «nessun ostacolo è più forte della nostra democrazia», concludendo con un forte appello ai giovani, invitandoli a essere «esigenti e coraggiosi», e a «sentirsi responsabili come la generazione che, ottant’anni fa, costruì l’Italia moderna».
Il clima di incertezza sul piano internazionale con il quale si è aperto questo 2026 rende le parole del Presidente e il suo commosso omaggio alla forza della democrazia ancora più attuali, soprattutto se collegate al crescente attacco al multilateralismo e al prevalere della logica della forza su quella del dialogo e della diplomazia.
L’Italia e l’Unione Europea (il cui progetto di pace e integrazione nasce all’indomani del secondo grande conflitto mondiale) devono recuperare orgogliosamente e responsabilmente i valori alla base della loro “costituency”; un patto scritto ma soprattutto un progetto ideale al quale per decenni il mondo ha guardato con speranza e grande interesse. Una sfida che oggi facciamo fatica a rilanciare a causa dell’attacco sempre più forte al diritto internazionale da parte di quanti vorrebbero riproporre la logica delle superpotenze e la spartizione del mondo che caratterizzò gli anni della “guerra fredda” tra USA e Unione Sovietica. Un salto all’indietro che pregiudicherebbe proprio il futuro delle giovani generazioni alle quali il Presidente ha voluto dedicare il suo messaggio e rivolto l’appello più accorato e sincero.

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On. Porta – Italia–Brasile: Seminario sul contrasto alla violenza contro le donne e la tutela delle vittime di crimini – Roma, 11 dicembre 2024
La Sezione di amicizia Italia–Brasile dell’Unione Interparlamentare promuove, il giorno 11 dicembre, dalle 15.00 alle 17.00, presso la Sala degli Atti parlamentari della Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini” (Piazza della Minerva, 38 – Roma), il seminario dal titolo: “Italia–Brasile: Il contrasto alla violenza contro le donne e la tutela delle vittime di crimini”.
L’iniziativa, presieduta dall’On. Fabio Porta, si svolge in occasione della visita in Italia della delegazione del Fórum Internacional de Direito das Vítimas (INTERVID – International Forum on Victims’ Rights), impegnata in un tour istituzionale europeo finalizzato allo scambio di buone pratiche in materia di tutela delle vittime di reato.
L’incontro intende favorire un confronto approfondito tra istituzioni, esperti ed esponenti della società civile di Italia e Brasile, con particolare attenzione alle politiche contro la violenza di genere e ai meccanismi di protezione delle vittime.
Apriranno i lavori l’On. Fabio Porta, Presidente della Sezione di amicizia Italia–Brasile, e l’Ambasciatore Luiz César Gasser, Console Generale del Brasile a Roma.
La moderazione è affidata a Iara Bartira da Silva, Segretaria generale dell’Associazione di Amicizia Italia–Brasile (AAIB).
Interverranno, per la parte italiana, rappresentanti del Parlamento, la Prof.ssa Daniela Marrani (Università di Salerno), Linda Laura Sabbadini, già Direttrice dell’Istat ed esperta di studi di genere, e Maura Cossutta, Presidente della Casa Internazionale delle Donne.
Per la delegazione brasiliana prenderanno la parola Mariana Borges Ferrer Ferreira, Presidente e Fondatrice di INTERVID e Consigliera presso la Corte Militare Superiore del Brasile, Celeste Leite dos Santos, Procuratrice della Repubblica dello Stato di San Paolo, e Katia Herminia Roncada, Giudice Federale del Tribunale Regionale Federale della 3ª Regione.
L’evento, organizzato in collaborazione con l’AAIB, rappresenta un momento di dialogo internazionale volto a rafforzare la cooperazione tra i due Paesi su un tema cruciale per la tutela dei diritti umani e la prevenzione della violenza di genere.
ON. FABIO PORTA
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UN ANNO DALLA STRAGE DELLO STABILIMENTO ENI DI CALENZANO
COMUNICATO STAMPA
DI BELLA (ANMIL): “LA REVISIONE DELLA FRAMMENTAZIONE DEGLI ORGANI ISPETTIVI E DI VIGILANZA AVREBBE POTUTO EVITARE QUESTE MORTI”

Roma, 9 dicembre 2025 – Ricorre oggi il primo anniversario della morte dei 5 lavoratori coinvolti nella deflagrazione del deposito ENI di Calenzano (Firenze). L’inchiesta, coordinata dal procuratore Luca Tescaroli, ha iscritto sul registro degli indagati 9 persone: sette dirigenti Eni e due affiliati all’impresa appaltatrice Sergen che stava realizzando dei lavori sull’impianto. Seguendo i dettami della ex Legge 231 sulla responsabilità delle persone giuridiche, perfezionata e iscritta nella coscienza collettiva grazie al percorso giudiziario alla strage ThyssenKrupp di Torino da pochi giorni ricordata, anche la stessa Eni SpA è oggi sotto inchiesta.
L’ANMIL di Firenze ha voluto ricordare l’ingiustizia e la vergogna sociale legate alla perdita di Davide Baronti, Franco Cirelli, Carmelo Corso, Vincenzo Martinelli e Gerardo Pepe, nonché il ferimento di altri 28 lavoratori, partecipando insieme al Comune di Calenzano alla realizzazione di un monumento dedicato a tutte le vittime dell’esplosione che verrà inaugurato oggi alle ore 15.00 in via Prato (altezza via Larga). La Vicepresidente Nazionale ANMIL Graziella Nori interverrà nel corso della Cerimonia che sarà seguita, alle ore 16.00, da un momento di riflessione collettiva presso il Palazzetto dello Sport di Calenzano per concludersi, alle ore 21.30 presso il Teatro Manzoni, con la rappresentazione dello spettacolo “Una stella mattutina” incentrato sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro.
“La presenza odierna dell’Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro in questa giornata non vuole limitarsi al cordoglio della commemorazione delle vittime della strage dello scorso anno, bensì portare al centro dell’azione istituzionale la richiesta di concretezza. Le recenti stragi di Calenzano, Brandizzo, Esselunga di Firenze, Suviana, Casteldaccia, Toyota di Bologna devono scuotere le coscienze individuali e collettive nel lungo termine, senza concessione di sosta o distrazione” dichiara il Presidente Nazionale ANMIL Antonio Di Bella.
“Non ci è concesso dimenticare oggi che il disastro avvenuto lo scorso anno in questi luoghi ha come protagonista un grande Ente a partecipazione statale, un colosso multinazionale per il quale non sussiste alcuna retorica relativa alle carenze di risorse economiche da destinare alla tutela della salute e sicurezza sul lavoro spesso utilizzata nell’ambito della piccola e media impresa”, sottolinea Di Bella che continua, “Il dramma risiede dunque nella mancata volontà di controllare correttamente competenze, attuazione dei protocolli e bontà degli investimenti”.
“Non solo”, aggiunge il Presidente ANMIL, “ricordiamo oggi che il sito Eni di Calenzano rientrava nella classificazione relativa agli stabilimenti industriali ad altissimo rischio di incidente rilevante, vale a dire pericoloso per i suoi dipendenti ma anche per l’ambiente e, di conseguenza, per la salute dell’intera popolazione; il che esclude categoricamente la casualità dell’errore umano e la fatalità dell’evento”.
“Ciò che è accaduto lo scorso anno in questo territorio non rientra nel regime dell’inevitabile, ma nella piena responsabilità di un metodo disordinato e criminale che non può e non deve ripetersi. La frammentazione degli organi ispettivi e di vigilanza che vige nel nostro sistema attuale deve essere oggetto immediato di revisione da parte delle istituzioni”.
“Se Ispettorato del Lavoro, Asl e Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale avessero condotto dei controlli sinergici e coordinati dalla condivisione di una banca dati trasparente ed accessibile a tutte le parti” conclude “probabilmente i morti che stiamo ricordando quest’oggi sarebbero intenti a progettare il prossimo Natale con le loro famiglie”.
La rappresentazione teatrale presso il Teatro Manzoni è gratuita e ad ingresso libero fino esaurimento posti.
Si consiglia di prenotare scrivendo a: prenotazioni@teatromanzonicalenzano.it
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