1946-2026: OTTANTA ANNI DI REPUBBLICA ITALIANA 
Un anniversario importante, al centro del discorso di fine anno del Presidente Mattarella

Operaio colpito alla testa in azienda: è gravissimo

9 gennaio 2026 – Intorno alle 14:01 di oggi, è arrivata la notizia che in un’azienda di San Polo d’Enza, nel cuore della provincia di Reggio Emilia, un operaio di 32 anni è rimasto vittima di un gravissimo incidente sul lavoro, mentre era impegnato in normali operazioni di movimentazione e manutenzione all’interno dello stabilimento.

Secondo le ricostruzioni dei soccorritori e dei carabinieri intervenuti sul posto, l’uomo stava rimuovendo dei divisori in ferro pensati per i passaggi pedonali quando, in un attimo, una pesante struttura metallica lo ha colpito alla testa con violenza, facendolo cadere a terra privo di sensi.

Nonostante la prontezza dei colleghi che hanno immediatamente allertato il 118, e l’arrivo dell’ambulanza, dell’automedica e dell’elisoccorso, le condizioni dell’operaio sono apparse da subito gravissime: trasportato in volo all’ospedale Maggiore di Parma, è ricoverato in prognosi riservata per il forte trauma cranico riportato nell’impatto.

Sul luogo dell’incidente, oltre ai militari dell’Arma di San Polo d’Enza, si sono recati i tecnici del Servizio prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro (SPSAL) dell’Ausl di Montecchio Emilia. Il loro compito è chiarire cosa sia effettivamente accaduto e verificare se tutte le misure di sicurezza fossero in vigore al momento dell’infortunio, un aspetto cruciale nella continua battaglia per aumentare la tutela dei lavoratori in Italia.

Questa vicenda, purtroppo non isolata nel nostro Paese, riporta alla luce come anche nelle attività quotidiane di un’azienda la vita di chi lavora possa cambiare in un istante, quando l’attenzione alla sicurezza e alla prevenzione diventa ancora più urgente e imprescindibile.

Paolo Marcucci – Ufficio Comunicazione ANMIL

Ennesimo lunedì di sangue sul lavoro. Di Bella (ANMIL): “Mobilitazione immediata e collettiva”

Roma, 17 novembre 2025 – Il centro sud insanguinato dalle quotidiane morti nei luoghi di lavoro italiani: ieri due vittime a Pallagorio (Crotone); una a Ceccano (Frosinone) e l’altra a Pozzallo (Ragusa). “Davanti al perdurare quotidiano di questi crimini di Stato serve una mobilitazione immediata e collettiva” dichiara Antonio Di Bella, Presidente Nazionale ANMIL (Associazione fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro). “Se lo Stato non ci tutela a questo punto siamo noi a dover autogestire quanto possibile la presa in carico della vita dei lavoratori – continua il Presidente ANMIL – io vi esorto a segnalare ogni visibile irregolarità nei cantieri che popolano il nostro Paese, non indugiare nel contattare le autorità competenti anche davanti a dubbi sulla chiarezza di quanto osservato. Dal canto nostro, come ANMIL e come cittadini, continueremo a fare lo stesso”.
L’ANMIL sta per lanciare una raccolta fondi per implementare gli sportelli di ascolto per le vittime dell’insicurezza sul lavoro, da realizzarsi in modalità online e con incontri in presenza, nonché dare maggior forza a tutta una serie di attività di supporto alla categoria ed alla diffusione della cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro e non in scuole e aziende nazionali.
“Come sottolineato la scorsa settimana in sede di audizione presso la 10a Commissione in Senato, non saranno nuovi aggiornati badge nelle tasche dei nostri operai ad impedirgli di morire quotidianamente come mosche” ribadisce Di Bella, che esorta le istituzioni ad una concreta presa in carico del “massacro quotidiano nel mondo del lavoro soprattutto precario, soprattutto manuale, soprattutto facilmente rimpiazzabile. Il lavoratore pakistano spirato insieme al 76enne Francesco Lamazza ieri nel crotonese è l’emblema di quanto descritto. Così come lo è l’operaio edile 66enne ancora intento a lavorare, nonostante la sua età, sulle impalcature di Ceccano: teatro, oltre che della sua vita anche della sua morte”.
“Sradicare la normalizzazione di questi inizi di settimana all’insegna della morte e del dolore è oltremodo urgente”, conclude il Presidente ANMIL. Per rimanere aggiornati sulle iniziative dell’Associazione e sul lancio della campagna fondi citata, resta connesso su www.anmil.it.

COMUNICATO STAMPA

𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐈𝐂𝐀𝐓𝐎 𝐒𝐓𝐀𝐌𝐏𝐀 𝐀𝐍𝐌𝐈𝐋: 𝐈𝐋 𝟐𝟎𝟐𝟔 𝐈𝐍𝐈𝐙𝐈𝐀 𝐂𝐎𝐍 𝐔𝐍𝐀 𝐑𝐈𝐎𝐑𝐆𝐀𝐍𝐈𝐙𝐙𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐈𝐍𝐓𝐄𝐑𝐍𝐀 𝐏𝐄𝐑 𝐏𝐎𝐓𝐄𝐍𝐙𝐈𝐀𝐑𝐄 𝐈 𝐒𝐄𝐑𝐕𝐈𝐙𝐈 𝐀𝐆𝐋𝐈 𝐔𝐓𝐄𝐍𝐓𝐈.

Roma, 9 gennaio 2026

– Il 2026 si apre per l’ANMIL con un importante percorso di riorganizzazione interna che, pur comportando temporanei disguidi e difficoltà operative, rappresenta una significativa opportunità di crescita e rafforzamento dell’Associazione. L’obiettivo è chiaro: preservare, migliorare e garantire la continuità dei servizi di Patronato e di Assistenza fiscale a favore dei soci invalidi del lavoro, delle vedove, degli orfani e di tutti gli utenti. Per continuare a leggere il Comunicato Stampa,

clicca qui: https://lnkd.in/dvMC7NXS

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ANMIL: IL 2026 INIZIA CON UNA RIORGANIZZAZIONE INTERNA PER POTENZIARE I SERVIZI AGLI UTENTI

https://www.anmil.it

E’ IL DOTT. DAVID MOSSERI IL NUOVO DIRETTORE GENERALE ANMIL


UNA GIORNATA NERA PER IL LAVORO

DI BELLA (ANMIL): “Una giornata nera per il lavoro. Non possiamo rassegnarci all’abitudine della tragedia.”

COMUNICATO STAMPA

Roma, 3 novembre 2025 – Quattro morti sul lavoro in poche ore, dalla provincia di Verbano-Cusio-Ossola al Piacentino, passando per il Sassarese e il Bresciano. Quattro vite spezzate mentre si lavorava, quattro famiglie che oggi piangono chi non tornerà a casa, mentre a Roma sono in corso le operazioni di salvataggio degli operai rimasti sotto le macerie a causa del crollo della Torre dei Conti ai Fori Imperiali a Roma.
“È stato l’ennesimo lunedì nero, uno di quelli che lasciano addosso una sensazione di smarrimento e rabbia – dichiara il Presidente nazionale ANMIL, Antonio Di Bella – perché gli infortuni si ripetono nello stesso modo: una sottovalutazione del rischio, un errore, un istante, e la vita svanisce sul posto di lavoro. Non possiamo accettare che nel 2025 la sicurezza resti ancora una voce secondaria nei bilanci e nelle coscienze. Ogni morte è una sconfitta per tutti e noi dell’ANMIL non ci arrenderemo finché ci sarà anche solo una vittima dell’insicurezza nei posti di lavoro”.
Secondo i dati Inail, nel 2024 sono state denunciate oltre mille vittime sul lavoro: quasi tre al giorno. Dietro ogni numero c’è una persona, una storia interrotta, una famiglia distrutta. Sempre durante il corso del 2024 sono stati denunciati quasi 600.000 incidenti e oltre 88.000 malattie professionali.
ANMIL rinnova il suo appello alle istituzioni, alle imprese e alla società civile perché la cultura della prevenzione diventi una priorità reale e quotidiana, non solo una reazione all’emergenza o quando ormai è accaduto l’irreparabile.
“Non possiamo più limitarci al cordoglio. Servono investimenti, controlli e formazione, ma soprattutto serve rispetto per la vita di chi lavora”, conclude Di Bella.

Esplora una varietà di opportunità di carriera all’interno della nostra azienda, mettendo in evidenza ruoli e potenziale di crescita.

L’Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro (ANMIL) è nata nel 1943 ed è attualmente riconosciuta come APS ETS, cui è affidata la tutela e la rappresentanza delle vittime di infortuni sul lavoro, delle vedove e degli orfani dei caduti (Dpr 31 marzo 1979).


COSA SCRIVONO DI NOI

66 GIORNATA NAZIONALE


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